B l o g a p p u n t i

QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).




*loading* visitatori


Ultimi commenti
Darthy in Ma... abolire Grillo...
angelocesare in Oro e record del mon...
YetiGdN in Oro e record del mon...
angelocesare in Cinesi e coreografia...
angelocesare in Il pulsante di stand...
angelocesare in Furio Colombo e l'od...
Alessandro74 in Furio Colombo e l'od...
tt in Il pulsante di stand...
cattiva1981 in Cinesi e coreografia...
cattiva1981 in Il portabandiera pi&...


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


E-Mail



mercoledì, 30 aprile 2008

Davvero, Beppe Grillo, basta! Indipendentemente dal fatto che pubblicare i redditi sia o no un abuso di potere, Beppe Grillo dovrebbe, a questo punto, fare due cose contemporanee e indispensabili: tapparsi la bocca e smetterla di sbraitare.

by angelocesare | 20:48 | commenti (3) | politica |

sabato, 26 aprile 2008

Grillo ha stufato. Seguo tutto, quindi ho seguito la sua performance di ieri (la formula chimica è V2-Day). Una perdita di tempo. Uno spettacolo imbarazzante di cui non si capisce il fine ultimo. Demolire tutto urlando, sudando, insultando, svilendo e sputacchiando dovrebbe portare a un mondo migliore? Finirà come Nanni Moretti dato che, temo, ne ha le stesse motivazioni: frustrazioni personali ed esaurimento della vena artistica. Le due ciliegine sulla torta sono state il parere del guru Celentano (in video, ovviamente, non di persona) e la conclusione della mammoletta Travaglio con la frase "Dedichiamo questa giornata a Biagi e Montanelli" (lui la dedica?). Servono persone nuove, sono indispensabili, se ne sente sempre di più la mancanza, ma non sono questi figuri che aspettiamo (sembra che le ingiustizie diano fastidio solo a loro, dimenticando che le si combatte di persona, con difficoltà, ogni giorno, non servendosene come auto-pubblicità). Insomma: gli aizza-folla e la folla che monta mi atterriscono.

by angelocesare | 08:48 | commenti (8) | politica |

giovedì, 17 aprile 2008

Fuori stagione. Mi è sempre piaciuto camminare d'inverno per le strade del centro o il lungofiume. Ai tempi dell'università, se la temperatura raggiungeva le adatte gradazioni negative, uscivo senza preavviso, a qualunque ora. Se era molto tardi gli amici mi guardavano rassegnati, tentando senza convinzione di dissuadermi, a parole o a epiteti. Dicevano: "Lasciamolo andare, prima o poi si prenderà qualcosa!" E io andavo, invariabilmente. Qualche volta mi facevano gesti sconsolati dal balcone. Uscivo solo. Subivo senza difese il freddo, da stordirmene. Più faceva freddo più avvertivo che qualcosa di grande poteva succedere; che potevo incontrare qualcuno di importante, tra le volute pigre della nebbia, nello scintillio rallentato dei cristalli di ghiaccio. A volte tornavo deluso e intorpidito, anestetizzato, invidiando gli amici sotto le coperte, desiderando il calore della stanza e la morbidezza del tappeto. O un sogno favorevole.
Tuttavia quando nevicava niente poteva infastidirmi, nessun pensiero interferiva e non c'era spazio per recriminazioni. Non mi interessavano gli amici, né cercavo di tornare presto. Scompariva anche l'ombra di lei, tanto più se i fiocchi erano grossi, frequenti, rumorosi, se era tardi, se era veramente buio. Arrivavo a credere di non poter vedere niente di più bello di quel che mi accadeva intorno.
Le orecchie fredde captavano i 'flap' dei singoli grandi fiocchi. Era una magia: i vecchi lampioni davanti all'università catturavano in fasci gialli di luce incomparabile la discesa morbida della massa bianca; la neve appariva, abbagliava nella luce ferma, discendeva piano, e cadeva, 'flap', 'flap', 'flap' sui fiocchi spessi e già morti nel cerchio chiaro della strada.
Poteva passare una macchina, una bicicletta: in qualche secondo le tracce scure venivano colmate nuovamente da bianca materia. Infine nemmeno auto, o biciclette, o l'ultimo autobus riuscivano a divaricare quel bianco. Era davvero incredibile.
Le scarpe asciutte con la suola di neve pressata, lontano dagli eccessi del sole dei giorni luminosi, dalla gente senza occhi, dagli abbagli della luce troppo vivida. Potevo sedere su panchine soffici e comode, sopra tappeti senza trama. Non importava niente: alzavo la faccia al cielo, a farmi coprire dai fiocchi, a sentirne i leggeri tocchi sulla pelle, sui capelli umidi.
Succedeva solo una volta all'anno, o due. E non tutti gli anni. Ma era un avvenimento atteso, che mi rigenerava. Un avvenimento straordinario, semplice, fragile, che non poteva essere tramutato in acqua sporca e fango.
Ora sta nevicando.

by angelocesare | 19:00 | commenti | scrivere |

martedì, 15 aprile 2008

Ha perso "ma anche" ha sfasciato la sinistra. Veltroni si sta vantando di non so cosa ma chi sa vedere e sentire capisce che nel tentativo, sorridente e finto pacioso, di arrivare al successo personale, è riuscito a perdere nettamente le elezioni (l'espressione del volto di Fassino era tutto un programma; D'Alema, ovviamente, non si è fatto inquadrare) contribuendo alla sparizione della parte estrema e storica della sinistra. Pensare ad un Parlamento senza Bertinotti, obiettivamente, provoca uno strano senso di incompletezza ma non si sentirà certo la mancanza di personaggi alla Diliberto (ancora ieri ha avuto il coraggio di dire che "Se avessimo messo falce e martello nel simbolo!..." subito zittito da un'attivista giovane ma non con la testa fasciata) o alla Storace (e la sua fiamma). Niente brogli, niente ritardi, nessuno sbilanciamento prima dell'arrivo dei risultati definitivi (eccezione, vedi post sotto, la sempre astiosa Bindi). Niente fucili, niente cannoni, niente pistole, niente molotov. Un'Italia quasi normale anche agli occhi degli stranieri.

by angelocesare | 08:16 | commenti (1) | politica |

lunedì, 14 aprile 2008

Voglio rischiare la figuraccia. Sono le 17.30, i dati delle elezioni sono parziali ma c'è già qualche politico di professione, e pure scafato, che si butta in una dichiarazione tipo "Il successo del Partito Democratico è innegabile. Possiamo affermare che è il primo partito d’Italia. Il risultato è straordinario per noi, non ci sono dubbi" (si tratta di Rosy Bindi, commentando le prime proiezioni al Tg3). Secondo me esagera e i fatti la smentiranno. Così, a naso.

by angelocesare | 17:36 | commenti (1) | politica |

giovedì, 10 aprile 2008

Antipasto. Il cameriere attende l'ordinazione qualche istante, quindi suggerisce: “Posso consigliare?” subito dopo elencando e spiegando una decina di piatti.
Lei lo ascolta ma non mostra di apprezzare. Alla fine chiede: “Niente di più forte?”
“Mi scusi, in che senso più forte?” chiede il cameriere molto incuriosito.
“Sardine, acciughe, sarde, qualcosa del genere”.
La guardo divertito, poi fisso il cameriere per un istante e dico, piano: “Quel genere di cose, ha capito?”
“Certo, certo, abbiamo questo genere di cose, abbiamo tutto. Non è nel menù ma non è un problema. Un attimo, prego” e si allontana rapido.
“Lo hai messo in imbarazzo” le dico sorridendo.
“Non volevo
".

by angelocesare | 13:33 | commenti | scrivere |

mercoledì, 09 aprile 2008

"Un impegno di lealtà repubblicana". Questa lettera melensa e surreale del leader del PD, in cui chiede "garanzie" al leader del PDL, mi lascia senza parole e con una certezza: l'ex sindaco di Roma non è una persona che rappresenta il nuovo e non ha soluzioni pratiche per l'Italia. Decidere per chi votare è sempre più difficile.

by angelocesare | 08:43 | commenti (2) | politica |

lunedì, 07 aprile 2008

Cancellare una stanza. C'è troppo disordine, esagerato e senza tempo. Sarebbe bello poter fare come a scuola, quando la lavagna era troppo usata. Il gesso strideva su sottile poltiglia bianca vanificando la creazione di contrasti visivi o schemi di vita: il maestro mi indicava, ero il più alto e ci arrivavo bene, mi invitava a uscire, un panno umido, un paio di passaggi. Lasciare asciugare. Ricominciare senza ostacoli. Ma cancellare una stanza d'appartamento non è altrettanto facile.

by angelocesare | 18:42 | commenti | scrivere |


© Template by Lab