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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).
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mercoledì, 30 maggio 2007
Pioggia che accoglie. Mi allontano dal centro dalla città: la pioggia ha intrappolato le persone, rinchiudendole in auto, case, uffici, negozi, bar, ovunque ci sia riparo e calore. Cammino deciso, aspetto il momento adatto per un’accelerazione: muscoli, tendini ed articolazioni rispondono in modo adeguato. Niente fatica, niente sensazioni spiacevoli, niente indolenzimenti. Attraverso le strade con un tale convincimento e una tale decisione che le auto non accennano nemmeno a proteste o lampeggiamenti: si arrestano al mio passaggio, incuriosite dall’evidenza di una meta importante e misteriosa. Il piacere di passare per pozzanghere e rigagnoli, senza timori, fino al fruscio costante e accordato del parco, ai rintocchi ovattati della pioggia sulla superficie del laghetto, al battito del cuore, al soffio leggero del respiro, al brusio della mente, al ronzio dei piccoli animali nascosti. Un buon parco, ben tenuto, con recinti al posto giusto e sentieri ben disegnati. Il castello. Non grande come Central Park, certamente, non tanto grande. Grande abbastanza, comunque, con numerose varianti, ponticelli, giochi d’acqua, pesci, papere e quant’altro. E molta, molta pioggia. Acqua ovunque. Mi chiedo quando una tale inarrestabile camminata potrebbe avere fine. Ci sono altre ore per decidere. La sera è lontana. Devo solo aprire la mente, guardare lontano e camminare. martedì, 29 maggio 2007
Condivido. Gattuso chiede una tregua: "Noi abbiamo sbagliato a esporre quello striscione, ma è ora di finirla con questa storia. E basta anche con questo scudetto degli onesti, dobbiamo calmare gli animi. Bisogna superare questo momento e queste frasi: questa storia ci ha infastidito e capisco benissimo quanto possa infastidire anche i giocatori della Juventus." venerdì, 25 maggio 2007
Pulizia. La luce entra di nuovo, dopo lustri, smorzata, restituendo tonalità ricopiate dall'esterno. Soffio sul tavolo, mi impadronisco di una ramazza, passo ogni superficie con attenzione, lascio posare il pulviscolo, ripasso con uno straccio umido, placato solo dall'odore pungente della polvere che si arrende e dal tempo che si allontana [metafora]. giovedì, 24 maggio 2007
The Champions are back! Sempre e solo FATTI, non parole! Sempre e solo FATTI, non parole! mercoledì, 23 maggio 2007
Sempre e solo FATTI, non parole! Qualche titolo greco. "La grande festa del calcio" [Ta Nea, il più diffuso quotidiano]. "La finale degli dei" [Sport Day, famoso giornale sportivo]. "La finale dei gladiatori" [Ethnos, giornale sportivo]. "Lo scontro dei giganti inchioda tutto il pianeta" [Filathlos, giornale sportivo]. martedì, 22 maggio 2007
"Milan, c'est le football!". Un titolo che non ha bisogno di spiegazioni. Inoltre l'Equipe rilancia Maldini Pallone d'Oro: il quotidiano francese dedica alla bandiera rossonera prima pagina, editoriale, intervista del giorno e una galleria di commenti, espressi da compagni presenti e passati. “Monsieur Maldini - scrive il quotidiano sportivo - vive ancora come un ragazzino il calcio per cui prova un amore che non si spegnerà mai. (...) Come il padre, Maldini, in 23 anni di carriera, non si è mai allontanato dal senso di morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica che lo hanno reso una delle icone del calcio italiano. Domani, se i preparatori atletici sono efficaci e gli dei ci ascolteranno, il Milan potrà offrire a Maldini une delle più belle gioie della sua carriera, ad un anno dall’addio annunciato, una quinta Champions League, la prospettiva di una nuova finale Intercontinentale e, perché no, l’occasione di sognare ancora una volta il Pallone d’oro”. Il difensore rossonero conta tra i suoi fan anche Raymond Domenech, c.t. dei bleus: “L’ho visto giocare contro il Manchester, è impressionante. Se dipendesse da me, il Pallone d’oro andrebbe a lui” [testo da: "Il Corriere della Sera" - immagine da: " La Gazzetta"]. domenica, 20 maggio 2007
Esistono ancora le taverne? Gli ultimi preparativi procurano emozioni semplici, prepotenti, elementari, completamente perdute: ogni gesto degli invitati, uomini e donne, è finalizzato all'ottenimento del risultato migliore, è esasperato nei simboli e nella meticolosità, anche per faccende impercettibili quali la scelta del dopobarba, del profumo, del sapone, dei balsami, delle schiume, la sistemazione di una ciocca di capelli, una frangia, una scriminatura, una sfumatura del trucco, aggiustamenti al nodo della cravatta, allo sbuffo del foulard, la cura nel non sciupare la riga dei pantaloni, nel non stropicciare la giacca o la gonna, la ricerca ossessiva della giusta trasparenza delle calze, del colore delle scarpe. E' solo una delle tante feste, in fondo. lunedì, 14 maggio 2007
Ma per piacere! "Famiglia assassina come è possibile festeggiarla?" Non è la frase di un matto, è un titolo apparso l'altro ieri su Liberazione in attesa del Family Day, con tanto di dati statistici e seriosa dissertazione. Alla faccia del paradosso e del giornalismo obiettivo. Come da tag: si commenta da sé. giovedì, 10 maggio 2007
Le poesie dell'amico. Scriveva poesie molto buone. Le teneva in un quaderno blu, quindi in una cartelletta, battute a macchina. Le osservava, le ritoccava, le mandava a memoria, si addormentava sopra le immagini ricreate. In più occasioni ho tolto il quaderno dai suoi occhi chiusi, la sera. A volte, senza preavviso, ne leggeva qualcuna ad alta voce: le più dure, le più oscure. Una sera me ne diede cinque, chiedendomi di scegliere la migliore, per una rivista letteraria. Scelsi quella che era anche la sua preferita; me la spiegò, si infervorò, la declamò. Ne rimasi incantato. La chiuse in una lettera, sicuro che fosse rappresentativa. Un giorno fu pubblicata. Ne spiegavano con iperboli la violenza e il vigore. Il critico non aveva capito niente, non poteva: era stata profanata.
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