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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).
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lunedì, 27 marzo 2006
Cinema. Così, a spanne, il modo di porsi di Moretti in questi giorni è appena appena meno irritante di quando ha fatto, per poco, i suoi strani girotondi. In passato, forse, alcuni metri delle sue pellicole mi sono piaciuti. Spero in una dettagliata recensione di Desordre che mi faccia capire cosa diavolo porta certe menti, una volta esplosa l'autostima, a dissipare l'estro iniziale. Ora leggo un bel libro, classico, qualcosa di rilassante. mercoledì, 22 marzo 2006
Sera svizzera. L’aria di Interlaken è secca e fredda, una vera benedizione per le nostre menti esterrefatte e vuote. Vetrine incantate, brulicanti di personaggi scolpiti abilmente nel legno e rivestiti di panni variopinti, irradianti poesia e meraviglia dalla loro fissità irrevocabile, coltelli e coltellini a serramanico, scintillanti, in varietà infinita ed estenuanti combinazioni, carrillon a struttura sofisticata, con intarsi nitidi come le note che racchiudono, orologi di preziosa, ostentata e definitiva bellezza, cucù grezzi in asincrona composizione, dolci al cioccolato sorretti da barre bianco crema, nocciola, marrone scuro. domenica, 19 marzo 2006
Troppo. Quando mi siedo nella poltrona dentro l’aereo sono esausto. Mi lascio stordire dal tepore e da un bicchiere di vino (strana offerta), mi abbandono contro lo schienale, circondato da rumori sordi di passeggeri che scorrono verso la coda, dal brusio di richieste e richiami sommessi. martedì, 14 marzo 2006
Sembra incredibile. A patto di concedere cinque minuti allo svolgimento della sorpresa alla vista di un prato con fiori minuscoli di almeno quattro colori (ad una quota non inferiore ai millecinquecento e non superiore ai milesettecento metri, sia pure con poco tempo a disposizione), perfino gli articoli dei vecchi giornalisti che dovrebbero fare solo i nonni, le repliche dei politici che dovrebbero solo fare e non dire, e dei direttori di giornale che dovrebbero solo tacere e arrossire.... bene, perfino tutto questo non appare altro che uno starnuto che si atomizza nel vento e si disperde nell'atmosfera. domenica, 12 marzo 2006
Eco, politica e cultura. In un documento promosso da Umberto Eco a favore del centrosinistra si legge che le prossime elezioni sono "un appuntamento drammatico", che "la nave potrebbe affondare", che si devono "salvare la democrazia e le istituzioni". Come scrive sul Corriere della Sera Angelo Panebianco, una cosa è segnalare un problema serio, altro è dire che la democrazia è in pericolo. Perché un uomo del valore e della statura intellettuale di Eco si sente in dovere di promuovere un documento così sopra le righe? Aggiungo io: ma cosa diavolo c'è in ballo davvero? [Confido in commenti che mi facciano capire]. sabato, 11 marzo 2006
Giornata piena e faticosa. E' sera, siamo seduti su due poltrone scomode, distanti. Biblioteca silenziosa, luce di computer, rumore di passi che si allontanano, saluti e porte che si chiudono. Sangue e pensieri rifluiscono, formicolando. Giro il capo, estendo il collo. Mi accorgo del suo sguardo, interrompo un accenno di stiracchiamento, mi ricompongo,. I suoi occhi sono dritti nei miei, non c'è dubbio, ma stanno vedendo cose lontane, o non stanno vedendo affatto. Sensazione non spiacevole. La stanchezza è quasi eccessiva. Inclino il capo, cerco di interpretare, di attirare la sua attenzione evitando movimenti sbagliati. Lei riemerge da una specie di intontimento attivo, si accorge di me, accenna una smorfia, si mette la mano davanti alla bocca, quasi scusandosi, mi sorride, ride, rovescia il capo ed emette un grazioso sbuffo. E' ora di andare. venerdì, 10 marzo 2006
Corriere della Sera. Il direttore Paolo Mieli si schiera dalla parte di Prodi e contro Berlusconi. Va bene: scelta non contestabile più di tanto. Il direttore precisa che "... questa scelta di campo potrà essere contraddetta e criticata formulando anche opzioni opposte [sia nei commenti che nei fondi che negli editoriali]". Va bene, è un'impostazione condivisibile e aperta. Tuttavia. Il Comitato di Redazione scrive che "... mentre il giornale viene schierato..." , è preferibile che "... la linea del direttore venga portata avanti con coerenza e continuità negli editoriali." giovedì, 09 marzo 2006
Ripigliarsi. Cammino a passo svelto, bicicletta portata a mano. Uso attenzione e abilità, ricreo ad arte suggestioni sonore da ghiaia uniforme, smossa e pressata dal ritmo delle suole: risonanze, rumore come di risacca, piccoli gridi, scrosci, sfrigolii. Ora sono su terra battuta, appena umida, consistente: un circuito ideale per saggiare il cambio ben lubrificato, i cuscinetti a sfere, i raggi tesi al punto giusto, l'alta pressione dei sottili pneumatici. Pedalata dopo pedalata la sensibilità si ricrea, in parvenza, i muscoli si sciolgono, senza dolore, la fiducia ricompare: brevi derapate controllate, prove di frenata, istantanee perdite d'aderenza, un sorso d'acqua alla fontana, in gola, sul collo, sul viso. E' semplice, tutto sommato, e mi ritrovo liberato, lanciato. Liscia resistenza d'asfalto, sensazione d'accelerazione, di stallo, d'equilibrio, di giusto ritmo. Non rimane che dirigermi verso le colline. martedì, 07 marzo 2006
Realtà sul finire. Con una giacca pesante addosso, l'impatto con l'aria fredda e il vento leggero è piacevole e rilassante. Mezzanotte, rintocchi, buonumore, stanchezza. Il Tevere sotto di me, oscuro, saettante luci riflesse e scie ondulanti. In cerca di un locale con buone penombre. Poche centinaia di metri ancora; ho proprio fame. Questo ha tavolacci, pareti in pietra, metallo pesante a soffitto, grandi bricchi e paioli in rame. Massì, proviamo. domenica, 05 marzo 2006
Prima che finisca. Rischio d'aver perso un inverno. Me ne accorgo, mi da fastidio, cerco uno sfogo: sto per scagliare una grossa rivista contro il muro. Mi trattengo grazie all'inaspettata sbiadita immagine di nebbia insistente in luoghi lontani. Nebbia capace d'offuscare la dura e spessa neve che mi ha accolto per anni all'uscita dall'aula, nebbia che mi ha più volte impedito anche solo di intravedere, dal vialetto degli Istituti dove mi trovavo, quello successivo, concedendomi di riconoscere le persone, quando lo potevo, solo allo sfioramento, senza protezione e con la guardia abbassata. Studio, pratica nei laboratori, dissezioni, comparazioni, dimostrazioni, immagini, proiezioni, discussioni, approfondimenti, turbamenti, timori, certezze, senso d'isolamento, freddo penetrante, voglia di creare ovunque un'atmosfera ostile in cui agire. Al meglio. Al diavolo l'ala spezzata se appare dell'altra neve; un'ultima volta, prima dei colori.
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