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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).




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venerdì, 31 ottobre 2003

Finestrini e pioggia. Certo che ad avere il coraggio di spegnere il tergicristallo (provare da fermi, grazie) si ottiene una ben strana versione del mondo serale. E' come se il rosso e il bianco dei fanali, le luci delle vetrine e il colore cipolla dei lampioni facessero a gara a chi dipinge meglio l'altra dimensione.

by angelocesare | 19:16 | commenti (7) | |

giovedì, 30 ottobre 2003

Quasi. Camminare sotto queste tempeste solari è quasi meglio che cantare e danzare sotto la pioggia! Ancora un'altra, per favore!

by angelocesare | 19:49 | commenti (3) | |

mercoledì, 29 ottobre 2003

Risposte. La domanda di Finestra è "Ma si deve essere tolleranti con gli intolleranti?". Temo di sì, altrimenti si diventa intolleranti.

by angelocesare | 22:17 | commenti (4) | |

martedì, 28 ottobre 2003


Le immagini si sfuocano, John Lennon ha finito. Ora di dormire.


by angelocesare | 23:49 | commenti (4) | immagini |

Nebbia di neve [#10]. Il maestro è implacabile. Accorcia la notte, vanifica il riposo, rende ostile il risveglio e aspra la colazione.
Il duro e basso banco di legno. Compagni spaventati.
La giornata è splendida, calda. Il sole aggredisce gli oggetti polverosi della classe. Calore sulla pelle morbida ed elastica delle mani. Vapori d'inchiostro profumato.
Il maestro ha l'aria seria, è immobile a fianco della cattedra. Le sue labbra pronunciano con enfasi le singole lettere del titolo del tema, lentamente, senza legami, permettendone la dispersione nel pulviscolo abbagliante.
I movimenti di tutti appaiono rallentati, incoerenti, afinalistici.
La lavagna è solcata dalle tracce a spirale del cancellino bagnato.
C'è luce e calore, ci sono riflessi abbaglianti ovunque. Il volto del maestro è sempre più chiaro e trasparente, indefinito.
Tutti scrivono, spaventati e decisi, forsennatamente, fogli e fogli. La fiasca di vetro a riempire di nuovo i calamai.
Qual è il titolo? Quale il tema? Perché non puoi uscire dall'aula e correre, giocare, rotolarti nell'erba, infangarti, impolverarti, stancarti, ferirti?
Giulio tocca il foglio, lo sfiora con i sensibilissimi polpastrelli, più volte, con attenzione. La tensione scompare, comprende, tutto è chiaro. Si alza, consegna lo svolgimento, per primo. Il maestro è crudele, beffardo: "Un foglio bianco?"
Giulio lo fulmina con lo sguardo, gli si avvicina, lo ammansisce, lo investe di parole tranquille: "E' il mio svolgimento. Lei osserva troppo le norme, si autolimita. Ci sono linee su quelle quattro facciate, sottili e precise linee orizzontali e verticali, che si intersecano: ne può sentire il rilievo e le peculiarità usando il tatto nel modo appropriato. Hanno piccole asperità quelle righe, un linguaggio, e formano croci alle intersezioni: le ho sfiorate una ad una, le ho percorse e conosciute. Una ad una."
Il maestro lo osserva stupito.
Giulio continua: "Le istruzioni costringono a violare quei fogli, a imbrattarli, a porre un termine, una fine, a sottostare ai limiti del tempo e dello spazio. Io sono speciale: ho violato la consegna."
Il maestro è impaurito, riesce solo a sussurrare: "A che scopo?"
Giulio fissa la luce del sole, avverte il tocco delle particelle infinite di pulviscolo. I compagni scrivono con disperazione, i pennini graffiano e incidono pagine e pagine, schizzi d'inchiostro su banchi e piastrelle, pelli tatuate.
"A che scopo?" lo incalza il maestro, con sgradevole e impaziente dolcezza.
"Lei insegna ma non vuole imparare. Ha avuto ogni dato, lei non è il dottore. Le ho consegnato ciò che mancava e l'ha giudicato carta bianca. Non riuscirà a varcare i limiti. La mia vita, da ora, non ne ha più." [fine]

















by angelocesare | 23:42 | commenti (4) | scrivere |

Da provare. Nonostante la minaccia di creare un blog parallelo in latino, questo non è male. E tantomeno questo, se non avete paura dei cazzotti!

by angelocesare | 16:26 | commenti (5) | |

lunedì, 27 ottobre 2003

Senza perché. Alcune persone hanno la capacità di farsi ascoltare volentieri. A me piace la radio, specie al mattino mentre sono in macchina (quella breve mezz'ora). Platinette che discute dell'argomento del giorno su DJ è un appuntamento imperdibile. Non c'è una spiegazione, a pensarci bene, così ho deciso di non capire il perché.

by angelocesare | 20:06 | commenti (4) | |


Oggetti e persone della sera ©


by angelocesare | 17:57 | commenti (1) | immagini |

Nebbia di neve [#9]. Dorme fino al mattino, mentre spasimi spietati sconvolgono il suo corpo, senza pause, senza svegliarlo. Senza incubi.
Lo ridesta un bacio: "Fai colazione?"
"Come?"
"Fai colazione lo stesso?"
"Che vuoi dire?"
"Hai passato la notte sul divano; magari hai cambiato altre abitudini."
Giulio è intontito, indolenzito, adora Linda, ha voglia di stiracchiarsi. E' esposto alla luce del giorno. E' in forma. Cerca i figli con occhi brucianti, solo un po' pallido: "Colazione, colazione doppia!"
Un altro bacio. Baci dei bambini.

Nel mezzo dell'ultima notte sul divano Giulio si sveglia di soprassalto: un vuoto e un silenzio impensabili. Non può respirare, eppure si muove liberamente. Il cuore non batte, almeno non pare, non sono avvertibili pulsazioni, tuttavia la mente è libera, pronta, chiara. Serve uscire, senza disturbare, andare al più presto all'esterno, coperto e protetto.
Il mese è trascorso. Lo attende una prova importante. Quale? Ne ha una vaga e fastidiosa percezione. Mentre chiude il portone. Mentre si immerge deciso nella nebbia e nel buio.
Non può più rientrare, lo capisce, ma gli sfugge il motivo di un così grande mutamento. La soluzione è nell'aria tagliente, nel vortice furioso della neve, che sbarra la porta alle sue spalle, che lo risucchia e impone percorsi obbligati, confondendo sagome e riferimenti, liberando il corpo da vincoli e limitazioni.
Il fragore delle spirali e l'intensità dell'impatto rendono impercettibile lo schianto che lo dilania, cui assiste come da un'altra dimensione, con tenerezza e comprensione.
Ora è in grado di percepire l'asperità del terreno che calpesta, attraverso la consunzione delle suole. Non è attrezzato a dovere, non avrebbe dovuto uscire, la nonna lo aveva avvisato, è una sera troppo inclemente. La casa è vicina, comunque, può tornare indietro pentito, rassicurato.
Il nonno gli rifila del vino caldo e speziato, e lo avvolge nello scialle amaranto.
"Sei pronto per domani?" gli sussurra mentre lo aiuta a infilarsi nel letto.
"Domani?" chiede Giulio, i piedi appoggiati allo scaldino, il volto seminascosto dalle coperte.
"Il compito in classe. Ne parli da un mese", continua la nonna, serena e preoccupata.
"Credo. Sì. Penso di sì", geme Giulio scivolando in un sonno ondulante.
Il bacio morbido sui capelli, profumo di sapone. ... [continua]


















by angelocesare | 17:48 | commenti (1) | scrivere |

domenica, 26 ottobre 2003

Paure del nuovo millennio. Chi ha paura dei crocifissi? E soprattutto perché? Perché ora? Perché qui? Perché appoggiandosi a sentenze e scartoffie?

by angelocesare | 14:53 | commenti (5) | |

Amori. Amo gli ingenui, gli idealisti e le menti libere. I sognatori. La neve e le forme infinite delle nuvole.

by angelocesare | 12:31 | commenti (2) | |

sabato, 25 ottobre 2003

I malfidati. Un esempio di malfidato è qui e, purtroppo, anche qui. E sembra che ce ne siano altri. Ma... i malfidati cosa costruiscono? (spiegatemelo come a un bambino, con pazienza, perché in queste cose sono tonto).

by angelocesare | 17:56 | commenti (2) | |


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